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FIL ROUGE 75 Mandorlo in Fiore 2020-02-19T00:01:13+01:00

FIL ROUGE 75° Mandorlo in Fiore

In premessa, si può affermare che, nonostante Agrigento con la sua Valle e la sua rinnovellata vivacità culturale sia stata sede e testimone di importanti eventi di portata internazionale, come ad esempio i più recenti appuntamenti della convention Google, degli stilisti Dolce e Gabbana, della Targa Florio, il Mandorlo in Fiore rappresenta tuttora  l’unica vera occasione strutturata e sistematica di proiezione internazionale della città, delle sue tradizioni e della sua storia ultra millenaria. Esso, tuttavia, viene vissuto come un grande evento spettacolare, espressione di antiche tradizioni popolari,  ma non ha ancor radicato i suoi significati più profondi, i valori che veicola in una prassi di scambio reale tra tutte le culture alle quali il Mandorlo offre l’occasione di confrontarsi e di conoscersi.

Il Mandorlo, quindi, deve inglobare percorsi socio culturali, esperienze di scambio tra persone di idee e colori diversi attraverso fasi spettacolari che sono la rappresentazione in musica, costumi, danze di una parte della storia che ciascun gruppo rappresenta sulla scena. 

Il Festival realizza concretamente un’occasione unica di scambio internazionale che si cala, tuttavia, in una realtà oggettivamente cittadina. La contraddizione è in re ipsa e non superabile.

Il programma del 75° Mandorlo in Fiore, pertanto, vuole massimizzare il profilo cittadino dell’evento, valorizzare il territorio dell’area metropolitana, ribadire il suo carattere internazionale, individuando esperienze artistiche italiane, siciliane, europee, intercontinentali che si accomunano in una kermesse che è sì spettacolo, racconto di sé attraverso musiche e danze tradizionali, ma vuole essere anche molto di più.

In tal guisa vengono valorizzate, da un lato le opportunità verso il territorio, dall’altro, il contributo che tante culture possono offrire per la crescita di una cittadinanza universale di cui Agrigento dovrebbe farsi alfiere. E non potrebbe essere diversamente nell’anno 2020 nel corso del quale si celebrano i 2600 anni dalla fondazione della città.

Le opportunità offerte al territorio agrigentino si tradurranno in una presenza sistematica dei gruppi in tutte le aree della città. Non sarà il Festival del centro cittadino, ma di tutti gli abitanti di Agrigento.

Inoltre gli spettacoli dei gruppi si svolgeranno al Palacongressi, in modo da permettere ai gruppi di esprimere al meglio la propria arte, con il giusto ritmo e i tempi propri di ciascuna esperienza artistica e agli spettatori di goderne.

Il programma dà analiticamente conto dell’intera organizzazione. I patrimoni immateriali UNESCO trovano, ovviamente, infine, una loro giusta e precisa collocazione nello spazio e nel tempo del Mandorlo in Fiore.

La sintesi tra i due versanti del Mandorlo in Fiore, il cosiddetto glocal, si realizza efficacemente se si mettono in relazione stretta le culture altre con le culture degli agrigentini e dei tanti visitatori, italiani e non, a loro volta portatori di proprie istanze culturali.

Guardare, assaporare e gustare gli spettacoli tradizionali allieta; mette, tuttavia, lo spettatore in condizioni di osservatore. Di contro, il Festival è il luogo di incontro per la contaminazione tra le genti, con il loro portato socio culturale, sede e occasione di incontro e confronto tra le diverse culture, ricche, ciascuna, di storia, tradizioni, modi di essere, modalità di relazionarsi. In questa ottica sarà allestita una Sala/Bar dell’amicizia, all’aperto, del tutto informale, nella collaudata piazza agrigentina di San Francesco, spazio evocativo, bello e suggestivo, dove cittadini italiani e attanti delle altre culture si possano incontrare a sera, dopo le fatiche della giornata, per bere un caffè, esibirsi, ballare, parlarsi, conoscersi, apprezzarsi vicendevolmente. Un’esperienza olistica dove lo scambio assume una reale pregnanza di significato di cultura, intesa in senso antropologico e culturale.

Tale prospettiva appare ancora più significativa per il Festival “I BAMBINI DEL MONDO”, per cui si favorirà l’interazione su un arco di tempo dedicato alla comunicazione tra pari, sia pure diversi per culture, storie ed esperienze. 

Gli spettacoli nelle scuole e fuori dalle scuole per gli allievi e per gli studenti prevedono un tempo dedicato a conoscersi, tempo che sarà vissuto insieme all’interno delle classi delle nostre scuole. Non solo spettacolo, quindi; docenti e i genitori saranno anch’essi attori di questo percorso, insieme con tutti i bambini, non importa di quale nazionalità, colore, religione. Le modalità comunicative saranno affidate alle competenze di tutti gli attanti; gesti, lingua comune, italiano, inglese, francese, che importa, ma il Festival punta comunque a stimolare in ciascuno il desiderio di comunicare con l’altro, di contaminarsi con il diverso da sé. 

I bambini lo sanno fare spontaneamente, senza mediazioni socioculturali; essi trascineranno i propri genitori. 

Adolescenti e preadolescenti dispongono già di proprie competenze comunicative più sofisticate. I docenti avranno il compito di favorire ogni forma di interazione possibile creando occasioni di confronto e di collaborazione, attraverso il gioco, attività primaria a questo livello di età.

I docenti delle secondarie di primo e secondo grado sapranno stimolare livelli più sofisticati di interazione, anche su temi di grande rilevanza internazionale quali l’ecologia e la pace nel mondo. 

Piace pensare, infine, che lo spettacolo dell’Opera dei Pupi, esperienza culturale significativa delle tradizioni siciliane e artisticamente raffinata, evento rilevante del programma, possa essere assaporato da spettatori non solo italiani ma anche dagli attanti dei gruppi internazionali e dai molteplici visitatori della città e del Festival. Così come si è certi che gli allievi che entreranno nelle classi dei bambini italiani assaporeranno un pizzico di stile di vita italiano.

In un momento così difficile per la comunità internazionale, l’occasione del MANDORLO IN FIORE è un momento alto per rinnovare e suggellare l’impegno per la pace tra i popoli. Si vuole menzionare per ultimo il fine più alto di qualsivoglia manifestazione internazionale, al fine di conferire maggior spazio di riflessione soggettiva e collettiva. 

E non poteva essere diversamente, senza indulgere ulteriormente. 

La pace è un valore universale, DEVE ESSERE CONDIVISO.